Opzione Donna 2026: requisiti, assegno e alternative
Ultimo aggiornamento: giugno 2026 | Fonte: Legge di Bilancio 2026, Circolare INPS n. 19/2026
Se stavi aspettando il rinnovo di Opzione Donna per il 2026, la notizia non è positiva: la misura non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026. Ma non tutto è perduto. Ci sono situazioni specifiche in cui puoi ancora accedere al pensionamento anticipato, e ci sono alternative concrete da conoscere.
In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere: la storia della misura, i requisiti che restano validi, la penalizzazione sull’assegno e le strade percorribili oggi. Se vuoi prima inquadrare il sistema nel suo complesso, consulta la nostra guida completa al sistema pensionistico italiano 2026.
Cos'è Opzione Donna: origine e funzionamento
Opzione Donna è una forma di pensionamento anticipato destinata alle lavoratrici dipendenti e autonome. In origine fu introdotta in via sperimentale con la Legge Maroni (art. 1, comma 9, Legge 243/2004) e poi prorogata di anno in anno fino a diventare, nella percezione comune, quasi una misura strutturale del sistema previdenziale italiano.
Il principio di base è semplice: la lavoratrice può andare in pensione prima dei requisiti ordinari, ma in cambio accetta che l’assegno sia calcolato interamente con il metodo contributivo, invece del sistema misto (retributivo + contributivo) che sarebbe altrimenti applicato. Questo ricalcolo si chiama opzione al sistema contributivo, e ha un impatto diretto e spesso significativo sull’importo mensile della pensione.
Nel corso degli anni la misura è stata progressivamente ristretta: i requisiti anagrafici sono saliti, le categorie ammesse si sono ridotte, e l’accesso è diventato sempre più selettivo. Il risultato? Nel 2024 solo 3.489 lavoratrici hanno effettivamente acceduto alla pensione tramite Opzione Donna, contro le oltre 21.000 medie del quadriennio 2019-2022.
Opzione Donna nel 2026: abolita o solo non prorogata?
Con la Legge di Bilancio 2026, il legislatore ha scelto di non estendere ulteriormente Opzione Donna alle lavoratrici che raggiungono i requisiti nel corso del 2026. La misura non è stata formalmente “abolita” nel senso tecnico del termine: non viene cancellata dalla storia previdenziale, ma semplicemente non viene rinnovata per le nuove domande basate su requisiti maturati nel 2025 o 2026.
La conferma ufficiale è arrivata con la Circolare INPS n. 19/2026, che ha chiarito i termini esatti di chi mantiene il diritto al pensionamento anticipato e chi no.
La distinzione fondamentale è questa:
- Chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024 può ancora presentare domanda: il diritto è cristallizzato.
- Chi avrebbe maturato i requisiti nel 2025 o nel 2026 non può più accedere a Opzione Donna: la finestra è chiusa.
| Il principio della cristallizzazione del diritto |
|---|
| Se hai raggiunto i requisiti previsti dalla normativa previgente entro le date indicate, il tuo diritto si considera acquisito e non decade con le successive modifiche legislative. Puoi presentare domanda anche successivamente, anche anni dopo la maturazione del requisito. |
| Fonte: Circolare INPS n. 19/2026 e Messaggio INPS n. 169/2022 |
Chi può ancora accedere a Opzione Donna nel 2026
Grazie al principio della cristallizzazione, esistono ancora tre “finestre” aperte per accedere a Opzione Donna anche nel 2026. Dipende da quando hai maturato i requisiti:
| Finestra | Età richiesta | Contributi | Entro il | Requisiti soggettivi |
|---|---|---|---|---|
| Legge Maroni originaria | 58 anni (dipendenti) / 59 anni (autonome) | 35 anni | 31/12/2021 | Nessuno |
| Proroga 2022 | 60 anni | 35 anni | 31/12/2022 | Sì (una delle 3 categorie) |
| Proroga 2023–2024 | 61 anni | 35 anni | 31/12/2024 | Sì (una delle 3 categorie) |
Nota: per la finestra del 2022 e quella del 2023-2024, il requisito anagrafico si riduce di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni. Per le lavoratrici dipendenti da aziende in crisi, la riduzione di 2 anni si applica a prescindere dal numero di figli.
Le tre categorie ammesse: chi rientra nei requisiti soggettivi
Per le finestre del 2022 e 2023-2024, oltre ai requisiti anagrafici e contributivi, la lavoratrice deve rientrare in almeno una di queste tre categorie:
1. Caregiver
La lavoratrice assiste, da almeno 6 mesi al momento della domanda, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave (art. 3, comma 3, Legge 104/1992). È ammessa anche l’assistenza a un parente o affine di secondo grado convivente, se i familiari più prossimi hanno compiuto 70 anni, sono anch’essi invalidi o sono deceduti/assenti.
2. Invalide civili
La lavoratrice ha una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, accertata dalle commissioni mediche competenti per il riconoscimento dell’invalidità civile tramite le procedure sanitarie INPS.
3. Lavoratrici licenziate o in aziende in crisi
La lavoratrice è stata licenziata oppure è dipendente di un’impresa per cui è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura competente (art. 1, comma 852, Legge 296/2006).
Finestre mobili: quanto tempo passa tra requisiti e primo assegno
Anche una volta maturati i requisiti, il pagamento dell’assegno non è immediato. Opzione Donna prevede le cosiddette finestre mobili: un periodo di attesa obbligatorio tra il momento in cui si perfezionano i requisiti e quello in cui si riceve il primo pagamento.
| Tipo di lavoratrice | Finestra mobile (attesa) |
|---|---|
| Lavoratrice dipendente | 12 mesi |
| Lavoratrice autonoma (Partita IVA, artigiana, commerciante) | 18 mesi |
In pratica, se sei una dipendente che ha maturato i requisiti il 1° gennaio 2024, il primo assegno potresti riceverlo dal 1° gennaio 2025. Per una lavoratrice autonoma con stessa data, invece, bisogna attendere fino al 1° luglio 2025.
Questo è un aspetto spesso sottovalutato: il pensionamento effettivo arriva mesi dopo la maturazione formale del diritto, e va pianificato con anticipo.
La penalizzazione sull'assegno: quanto si perde con il ricalcolo contributivo
Questo è il cuore del problema, e spesso la parte meno comunicata chiaramente. Opzione Donna non è gratuita: il prezzo da pagare per andare in pensione prima è una riduzione permanente dell’assegno mensile.
Il meccanismo è il seguente: le lavoratrici che maturano i requisiti con anni di contributi sia prima che dopo il 1995 avrebbero normalmente diritto a un calcolo misto, dove una parte della pensione viene calcolata con il metodo retributivo (più favorevole, legato agli ultimi stipendi) e una con il metodo contributivo. Con Opzione Donna, invece, tutto viene ricalcolato solo col metodo contributivo.
| Opzione Donna: quanto si perde in media |
|---|
| La decurtazione media stimata è tra il 20% e il 30% rispetto alla pensione ordinaria. |
| Fattori che influenzano la riduzione: |
| • Anni di contributi maturati prima del 31/12/1995 (più sono, maggiore è la penalizzazione) |
| • Livello retributivo raggiunto nel corso della carriera |
| • Età al momento della domanda |
| • Coefficiente di trasformazione applicato (più si anticipa, più è basso) |
La scelta di aderire a Opzione Donna, quindi, non va fatta senza aver prima simulato l’impatto sull’assegno. Prima di procedere, consulta un patronato autorizzato, il tuo consulente del lavoro o utilizza il nostro simulatore pensione per ottenere una stima personalizzata del tuo assegno.
Quali contributi contano per i 35 anni richiesti
Per raggiungere il requisito dei 35 anni di contribuzione, sono utili, nel limite di 52 settimane annue, i contributi accreditati a qualsiasi titolo:
- Contributi obbligatori (versati dal datore di lavoro)
- Contributi da riscatto (ad esempio il riscatto della laurea)
- Contributi da ricongiunzione
- Contributi volontari
- Contributi figurativi (maternità, CIG, infortunio, ecc.)
Attenzione: per le lavoratrici iscritte all’Assicurazione Generale Obbligatoria (dipendenti privato) non concorrono i contributi figurativi per malattia e disoccupazione.
Altra limitazione importante: non è possibile utilizzare il cumulo dei periodi assicurativi per integrare i 35 anni con contributi presenti nella gestione separata INPS. Se hai una carriera mista con periodi nella gestione separata, dovrai valutare la ricongiunzione contributiva.
Come presentare domanda: procedura INPS passo per passo
Se rientri nei requisiti, ecco come procedere per richiedere la pensione tramite Opzione Donna:
- Verifica la tua posizione contributiva: accedi al tuo estratto conto contributivo INPS tramite il portale MyINPS o il Fascicolo Previdenziale del cittadino.
- Consulta un patronato o un consulente del lavoro: è fortemente consigliato per verificare il calcolo dell’assegno prima di presentare domanda.
- Presenta domanda tramite il portale INPS (servizio online dedicato), tramite patronato oppure telefonando al Contact Center INPS (803 164 da fisso, 06 164164 da mobile).
- Indica chiaramente la categoria soggettiva di appartenenza (caregiver, invalida civile, azienda in crisi) con la documentazione di supporto.
- Tieni conto delle finestre mobili: il primo assegno arriverà 12 o 18 mesi dopo la maturazione dei requisiti.
Se hai periodi contributivi in più gestioni previdenziali, considera anche la possibilità di ricongiunzione contributi INPS prima di presentare domanda, per unificare la tua posizione.
Non hai i requisiti? Le alternative valide nel 2026
Se non rientri nelle finestre aperte di Opzione Donna, non significa che non esistano altri percorsi per anticipare la pensione. Il sistema previdenziale italiano offre oggi diverse strade, rivolte a categorie specifiche o a chi ha maturato un montante contributivo sufficiente. Per il quadro completo, consulta la nostra pagina dedicata alla pensione anticipata 2026.
APE Sociale 2026
L’APE Sociale 2026 è stata prorogata anche per il 2026. Non è una vera pensione ma un accompagnamento economico fino al raggiungimento dei requisiti ordinari. Si rivolge a:
- Disoccupati involontari che hanno esaurito la NASpI
- Caregiver che assistono familiari con disabilità grave da almeno 6 mesi
- Lavoratori con invalidità civile ≥ 74%
- Addetti a lavori gravosi con almeno 36 anni di contributi (32 per alcune categorie)
Requisito minimo: almeno 63 anni e 5 mesi di età, con una contribuzione variabile tra 30 e 36 anni secondo la categoria. Per le donne, il requisito contributivo si riduce di 12 mesi per ogni figlio (massimo 2 anni di riduzione).
Pensione anticipata ordinaria
La pensione anticipata ordinaria (Riforma Fornero) non richiede un’età minima, ma solo un requisito contributivo:
- Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi
- Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi
Dal 2027 questi requisiti saliranno di 1 mese, e dal 2028 di 3 mesi complessivi (come previsto dall’adeguamento all’aspettativa di vita leggermente ammorbidito dalla Legge di Bilancio 2026, che ha ridotto l’aumento da 3 a 1 mese nel 2027). Fanno eccezione i lavoratori addetti a lavori usuranti e gravosi.
Pensione di vecchiaia
Per chi non raggiunge il requisito contributivo della pensione anticipata, la via ordinaria è la pensione di vecchiaia 2026: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Dal 2027 l’età salirà a 67 anni e 1 mese, e dal 2028 a 67 anni e 3 mesi.
Pensione anticipata contributiva
Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 (sistema interamente contributivo): è possibile andare in pensione a 64 anni con almeno 20 anni di contributi, a patto che l’importo lordo dell’assegno sia pari ad almeno 3 volte il valore dell’assegno sociale (circa 21.303 euro annui lordi nel 2026).
| Misura | Età minima | Contributi | Disponibile nel 2026? |
|---|---|---|---|
| Opzione Donna (diritti cristallizzati) | 58-61 anni | 35 anni | Solo per chi ha maturato entro 31/12/2024 |
| APE Sociale | 63 anni e 5 mesi | 30-36 anni | Sì, prorogata |
| Pensione anticipata ordinaria (donne) | Nessuna | 41 anni e 10 mesi | Sì |
| Pensione di vecchiaia | 67 anni | 20 anni | Sì |
| Pensione anticipata contributiva | 64 anni | 20 anni + soglia importo | Sì (solo contributivi puri) |
Domande frequenti su Opzione Donna 2026
Opzione Donna 2026 è stata cancellata definitivamente?
Non definitivamente: non è stata prorogata per il 2026. Chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024 mantiene il diritto acquisito (principio della cristallizzazione). Non è invece accessibile per chi avrebbe maturato i requisiti nel 2025 o 2026.
Ho 58 anni e 35 anni di contributi: posso ancora usare Opzione Donna?
Dipende da quando hai maturato questi requisiti. Se li hai raggiunti entro il 31 dicembre 2021 (finestra Legge Maroni originaria), sì: il tuo diritto è cristallizzato e puoi presentare domanda indipendentemente dai requisiti soggettivi. Se li hai maturati dopo, la risposta è no.
Quanto si perde con il ricalcolo contributivo di Opzione Donna?
La decurtazione media è stimata tra il 20% e il 30% rispetto all’assegno ordinario. L’entità varia in base alla tua storia contributiva, all’anzianità maturata prima del 1995 e al coefficiente di trasformazione applicato all’età del pensionamento.
Cosa cambia nel 2027 per le pensioni?
Dal 2027 scatterà l’adeguamento all’aspettativa di vita. I requisiti per la pensione di vecchiaia saliranno a 67 anni e 1 mese; quelli per la pensione anticipata ordinaria a 41 anni e 11 mesi per le donne e 42 anni e 11 mesi per gli uomini. Dal 2028 l’incremento totale sarà di 3 mesi rispetto al 2026.
Posso usare il riscatto della laurea per raggiungere i 35 anni?
Sì, il riscatto della laurea è uno degli strumenti utilizzabili per integrare il requisito contributivo dei 35 anni richiesti da Opzione Donna. Attenzione: il riscatto deve essere richiesto contestualmente alla domanda di pensione (Messaggio INPS n. 4560/2021). Non è invece possibile usare la contribuzione nella gestione separata INPS tramite cumulo. Per approfondire, leggi la nostra guida sulla ricongiunzione contributi INPS.
Cosa succede al Bonus Maroni (ora Bonus Giorgetti) nel 2026?
Il Bonus Giorgetti è stato confermato anche per il 2026. È un incentivo per i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) che hanno maturato i requisiti per la pensione anticipata ordinaria ma scelgono di restare al lavoro. Chi aderisce può richiedere che la quota contributiva a carico del lavoratore venga accreditata direttamente in busta paga, aumentando il netto mensile senza tassazione aggiuntiva.
Riepilogo: cosa fare ora se ti riguarda Opzione Donna
| Checklist per le lavoratrici (Opzione Donna) |
|---|
| Verifica la data esatta in cui hai maturato i requisiti anagrafici e contributivi |
| Controlla se rientri in una delle categorie soggettive (caregiver, invalida, azienda in crisi) — necessario per le finestre 2022 e 2024 |
| Accedi al tuo estratto conto contributivo INPS su MyINPS per verificare l'anzianità esatta |
| Calcola l'impatto del ricalcolo contributivo sull'assegno prima di decidere |
| Tieni conto della finestra mobile (12 mesi se dipendente, 18 se autonoma) nella pianificazione dell'uscita |
| Valuta le alternative ( pensione anticipata ordinaria , APE Sociale) se non rientri nei requisiti di Opzione Donna |
Approfondimenti correlati su nettostipendio.com
Per costruire un quadro completo sulla tua situazione previdenziale, ti consigliamo di leggere anche:
- Pensioni in Italia 2026: guida completa al sistema previdenziale
- Pensione anticipata 2026: tutte le misure vigenti
- Calcola la tua pensione: simulatore gratuito
- Quota 103 2026: requisiti, calcolo, alternative
- APE Sociale 2026: chi può accedere e come funziona
- Estratto conto INPS: come leggerlo e cosa controllare
- Fondo pensione: conviene davvero?
Conclusione
Opzione Donna non è stata rinnovata per il 2026, ma non è sparita completamente. Se hai maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024 e rientri nelle categorie ammesse, il tuo diritto è ancora esercitabile, anche oggi.
La parte più importante da tenere a mente è la penalizzazione sull’assegno: il ricalcolo interamente contributivo può ridurre la pensione del 20-30% rispetto alle regole ordinarie. Prima di presentare domanda, è fondamentale simulare l’impatto e valutare se l’anticipo vale davvero la riduzione permanente dell’assegno mensile.
Se invece non rientri nei requisiti, il sistema previdenziale italiano offre comunque alternative: dall’APE Sociale alla pensione anticipata ordinaria, passando per strumenti come il riscatto della laurea. Il punto di partenza è sempre conoscere la propria posizione contributiva esatta. Per orientarti tra tutte le opzioni disponibili, la nostra guida alle pensioni in Italia 2026 è il posto giusto da cui cominciare.
Hai dubbi sulla tua situazione specifica? Inizia dal nostro simulatore pensione oppure consulta direttamente un consulente del lavoro per una valutazione personalizzata.
Fonti normative di riferimento
- Legge 243/2004, art. 1, comma 9 (Legge Maroni — istituzione Opzione Donna)
- Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023 — stretta sui requisiti)
- Legge 213/2023 (Legge di Bilancio 2024 — conferma requisiti)
- Legge 207/2024 (Legge di Bilancio 2025 — proroga a parità di requisiti)
- Legge di Bilancio 2026 — mancato rinnovo di Opzione Donna e Quota 103
- Circolare INPS n. 19/2026 — istruzioni operative sul diritto cristallizzato
- Messaggio INPS n. 169/2022 — cristallizzazione dei requisiti previgenti
- Messaggio INPS n. 4560/2021 — riscatto laurea contestuale alla domanda
- Circolare INPS n. 53/2025 — aggiornamento requisiti 2025
Contenuto redatto con riferimento alla normativa vigente a giugno 2026. Per aggiornamenti normativi consultare sempre il portale ufficiale INPS o un patronato autorizzato.
