Pensione di Vecchiaia 2026: Requisiti e Come Richiederla

Se stai avvicinandoti ai 60 anni e vuoi capire quando potrai smettere di lavorare, il punto di partenza è la pensione di vecchiaia: la forma pensionistica ordinaria del sistema previdenziale italiano. Nel 2026 i requisiti sono rimasti stabili rispetto all’anno precedente, 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi, ma ci sono dettagli importanti che molti ignorano: chi è in regime contributivo puro deve soddisfare anche una soglia di importo minimo, i dipendenti pubblici hanno finestre di attesa più lunghe, e il 2026 è l’ultimo anno con questi requisiti: dal 2027 l’età salirà.

In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: requisiti aggiornati, eccezioni, sistemi di calcolo, finestre di uscita e come fare domanda all’INPS.

In sintesi — Pensione di vecchiaia 2026
Età richiesta: 67 anni (per tutti, uomini e donne, dipendenti e autonomi)
Contributi minimi: 20 anni (da lavoro, figurativi, volontari, da riscatto)
Importo soglia (contributivi puri): ≥ assegno sociale 2026 = € 546,24/mese
Cosa cambia dal 2027: l'età sale a 67 anni e 1 mese — agisci prima
Finestra mobile: 3 mesi (privati) / 6 mesi (pubblici) dopo aver maturato i requisiti
Domanda: online su INPS.it con SPID, CIE o CNS

Che cos'è la pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è la prestazione economica principale dell’INPS, erogata mensilmente a chi raggiunge l’età pensionabile e ha accumulato un numero minimo di anni contributivi. A differenza della pensione anticipata, che si basa esclusivamente sull’anzianità contributiva, la pensione di vecchiaia richiede il raggiungimento di una soglia anagrafica precisa, oggi fissata a 67 anni.

È importante non confonderla con la vecchia “pensione di anzianità”, abolita dalla Riforma Monti-Fornero (L. 214/2011) e sostituita dalla pensione anticipata. Confondere i due istituti è un errore comune che può far perdere mesi o anni di pianificazione previdenziale.

Per capire come inserisce la pensione di vecchiaia nel quadro generale del sistema previdenziale italiano, puoi consultare la nostra guida completa sulle pensioni in Italia.

Requisiti per la pensione di vecchiaia 2026

I requisiti cambiano in base alla storia contributiva del lavoratore. La distinzione fondamentale è tra chi aveva già contributi prima del 1° gennaio 1996 e chi ha iniziato a lavorare dopo quella data.

Lavoratori in regime misto o retributivo (contributi ante 1996)

Per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del 1° gennaio 1996 — e che quindi rientrano nel sistema retributivo o misto — i requisiti 2026 sono:

  • 67 anni di età — confermati dal Decreto MEF del 19 dicembre 2025
  • 20 anni di contribuzione — valida a qualsiasi titolo: da lavoro, da riscatto, figurativi e versamenti volontari

Non esiste un importo minimo della pensione da raggiungere per questa categoria.

Lavoratori contributivi puri (primo contributo dal 1/1/1996)

Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e rientra nel sistema contributivo puro, i requisiti sono più articolati. Esistono due percorsi:

Percorso ordinario a 67 anni:

  • 67 anni di età
  • 20 anni di contribuzione effettiva (obbligatoria, volontaria, da riscatto — i contributi figurativi non sono esclusi per questo requisito)
  • Importo pensione ≥ assegno sociale 2026: la pensione maturata deve essere pari almeno a € 546,24 al mese (Circolare INPS n. 28/2026)

Percorso alternativo a 71 anni:

  • 71 anni di età
  • 5 anni di contribuzione effettiva (esclusi i contributi figurativi)

Nessun vincolo di importo minimo della pensione, utile per chi ha avuto una carriera discontinua e non supera la soglia dell’assegno sociale

Attenzione: Per i contributivi puri il requisito dei 20 anni include anche i contributi figurativi. Il vincolo è sull’importo: la pensione deve valere almeno quanto l’assegno sociale. Se non ci riesci a 67 anni, devi aspettare i 71.

Tabella riepilogativa requisiti per categoria

Ecco un confronto immediato tra le diverse situazioni:

Categoria lavoratore Età minima Contributi minimi Importo soglia Finestra
Regime misto / retributivo (contributi ante 1996) 67 anni 20 anni Nessuna 3 mesi (priv.) / 6 mesi (pub.)
Contributivo puro (1° contributo dal 1/1/1996) 67 anni 20 anni effettivi ≥ assegno sociale 2026 (€ 546,24/mese) 3 mesi (priv.) / 6 mesi (pub.)
Contributivo puro – percorso alternativo 71 anni 5 anni effettivi* Nessuna 3 mesi (priv.) / 6 mesi (pub.)
Deroga Amato (contributi ≥ 15 anni al 31/12/1992) 67 anni 15 anni Nessuna 3 mesi (priv.) / 6 mesi (pub.)
Invalidi ≥ 80% (dipendenti AGO) 61 anni (uomini) / 56 anni (donne) nel 2026 20 anni Nessuna 12 mesi

* Per il percorso a 71 anni sono esclusi i contributi figurativi dal conteggio dei 5 anni.

Cosa cambia dal 2027 e dal 2028

Il 2026 è l’ultimo anno in cui l’età pensionabile rimane a 67 anni esatti. Dal 2027 scatta il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita previsto dalla Legge Fornero (D.Lgs. 503/1992), che era stato sospeso dal 2019 per via di rilevazioni ISTAT che mostravano un calo nell’aspettativa di vita media.

Anno Età richiesta Contributi Note
2026 67 anni 20 anni Ultimo anno a 67 anni esatti
2027 67 anni e 1 mese 20 anni Adeguamento speranza di vita
2028 67 anni e 3 mesi 20 anni Confermato da Circ. INPS n. 28/2026
Attenzione — Pensione di vecchiaia: aggiornamenti requisiti
Chi compie 67 anni entro il 31 dicembre 2026 matura il diritto con l'età attuale.
Chi li compie dal 1° gennaio 2027 dovrà aspettare 1 mese in più — e poi 3 mesi in più dal 2028.
Se sei vicino al traguardo, pianificare ora può farti risparmiare mesi di lavoro non necessari.

Finestre di decorrenza: quando arriva il primo assegno

Raggiungere i requisiti non significa ricevere subito la pensione. La legge prevede delle finestre di attesa prima che l’assegno venga erogato:

  • Dipendenti privati e lavoratori autonomi (AGO, Gestione Separata): 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti
  • Dipendenti pubblici (CTPS, CPDEL, CPS, CPUG, CPI): la pensione decorre dal giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro
  • Personale della scuola e AFAM: 1° settembre (scuola) oppure 1° novembre (AFAM) dell’anno in cui si perfezionano i requisiti
  • Pensione in cumulo: 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti

Consiglio dell’esperto (Failla)

Presenta la domanda all’INPS non appena maturi i requisiti, senza aspettare. Le finestre decorrono dalla data di maturazione, non dalla domanda — ma presentarla in ritardo può significare perdere mensilità arretrate.
Per i dipendenti privati: se maturi i requisiti a novembre 2026, il primo assegno arriverà a febbraio 2027.

Eccezioni e deroghe ai requisiti ordinari

Il doppio requisito di 67 anni e 20 anni di contributi è la regola generale, ma esistono deroghe specifiche per alcune categorie.

Deroga Amato (D.Lgs. 503/1992)

Possono andare in pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contributi coloro che:

  • Avevano già maturato 15 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1992
  • Erano stati ammessi alla prosecuzione volontaria dei contributi entro il 31 dicembre 1992
  • Lavoratori dipendenti con anzianità assicurativa ≥ 25 anni, occupati per almeno 10 anni con settimane contributive inferiori a 52 l’anno (es. lavoratori stagionali)

Anche in questi casi il requisito anagrafico rimane a 67 anni.

Invalidi in misura pari o superiore all'80%

I lavoratori dipendenti iscritti all’AGO con invalidità riconosciuta dall’INPS pari o superiore all’80% mantengono il requisito anagrafico previgente alla Riforma Fornero, ovvero:

  • Uomini: 61 anni nel 2026 (aumenta a 61 anni e 1 mese nel 2027, 61 anni e 3 mesi nel 2028)
  • Donne: 56 anni nel 2026 (aumenta a 56 anni e 1 mese nel 2027, 56 anni e 3 mesi nel 2028)
  • Contributi minimi: 20 anni
  • Finestra mobile: 12 mesi

Pensione di vecchiaia in totalizzazione

Chi accede alla pensione di vecchiaia attraverso la totalizzazione dei contributi (cioè sommando contributi da gestioni diverse) può beneficiare di un requisito anagrafico ridotto a 66 anni. Attenzione però: tra il maturare il diritto e ricevere il primo assegno intercorrono 18 mesi di finestra, quindi in pratica la pensione non si percepisce prima dei 67 anni e mezzo.

Lavoratori gravosi e usuranti

Per i lavoratori addetti ad attività particolarmente faticose e pesanti esistono percorsi ridotti:

  • Lavoratori gravosi per almeno 7 degli ultimi 10 anni: 66 anni e 7 mesi + 30 anni di contributi (fino al 31/12/2028)
  • Lavoratori gravosi per almeno 6 degli ultimi 7 anni: 67 anni + 30 anni di contributi (fino al 31/12/2028)

Totalizzazione e ricongiunzione dei contributi

Non è necessario che i 20 anni di contributi siano stati versati tutti nella stessa gestione INPS. Grazie alla totalizzazione contributiva gratuita (introdotta dalla Legge 232/2016), puoi sommare contributi versati in:

  • Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO)
  • Gestione Separata INPS
  • Gestioni speciali per autonomi (artigiani, commercianti, agricoli)
  • Casse previdenziali private (avvocati, medici, commercialisti, ecc.)
  • Paesi UE o Paesi extracomunitari con convenzione internazionale di sicurezza sociale

L’unica condizione è che i periodi non siano coincidenti nel tempo.

Consiglio dell’esperto (Di Tanno)

Se hai contributi sparsi tra INPS, una cassa professionale e contributi esteri, valuta la totalizzazione gratuita prima di pensare alla ricongiunzione onerosa.
La ricongiunzione è costosa e conveniente solo in casi specifici. Consulta un patronato o un commercialista prima di scegliere.
Puoi verificare tutta la tua posizione contributiva attraverso il tuo estratto conto INPS su MyINPS.

Come si calcola la pensione di vecchiaia: i tre sistemi

L’importo della pensione dipende da quale sistema di calcolo si applica alla tua storia lavorativa. Il passaggio da un sistema all’altro è stato progressivo e dipende dagli anni in cui hai lavorato.

Chi sei Sistema Come viene calcolata Regola chiave
Lavori dal 31/12/1995 con ≥18 anni contributi Retributivo Media retribuzioni ultimi 5-10 anni Aliquota 2% per anno
Lavori dal 31/12/1995 con <18 anni contributi Misto Quota retributiva (pre-1996) + quota contributiva (post-1996) Combinazione delle due regole
Primo contributo dal 1/1/1996 Contributivo puro Montante × coefficiente di trasformazione Più anni lavori, più alto il coefficiente

Sistema retributivo

Nel sistema retributivo la pensione è calcolata sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di lavoro, moltiplicata per l’anzianità contributiva e per un’aliquota di rendimento del 2% annuo. Si applicano due quote distinte:

  • Quota A: anzianità al 31/12/1992 × media retribuzioni ultimi 5 anni (dipendenti) o 10 anni (autonomi)
  • Quota B: anzianità dal 1/1/1993 al pensionamento × media retribuzioni ultimi 10 anni (dipendenti) o 15 anni (autonomi)

Esiste anche un massimale: le retribuzioni sopra il massimale contributivo non concorrono al calcolo.

Sistema contributivo

Nel sistema contributivo l’importo si calcola moltiplicando il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione:

Formula della pensione contributiva
Formula: Pensione = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione
Montante contributivo: somma di tutti i contributi versati durante la vita lavorativa, rivalutati annualmente in base alla variazione quinquennale del PIL
Coefficiente di trasformazione: varia in base all’età di pensionamento. Più tardi si va in pensione, più alto è il coefficiente e maggiore sarà la pensione mensile
Massimale 2026: la base contributiva massima è circa €119.650 annui. Oltre questa soglia non si versano contributi e non si accumula montante

Per stimare subito quanto potresti percepire, usa il nostro simulatore di calcolo pensione.

Quanto si prende di pensione di vecchiaia: esempi pratici

Dare un importo preciso è impossibile senza conoscere la storia contributiva individuale. Ma possiamo mostrare range indicativi:

Esempio 1: Lavoratore dipendente in regime misto

Profilo: nato nel 1959, inizia a lavorare nel 1984, va in pensione nel 2026 con 42 anni di contributi. RAL media degli ultimi 10 anni: € 32.000.

  • Pensione stimata con sistema misto: tra €1.400 e €1.700/mese lordi
  • Il calcolo retributivo vale per i contributi pre-2012, il contributivo per quelli successivi

Esempio 2: Contributivo puro con carriera regolare

Profilo: nato nel 1970, inizia a lavorare nel 1996 (contributivo puro), va in pensione a 67 anni nel 2037. RAL media: € 28.000. Montante stimato: € 180.000.

  • Coefficiente di trasformazione a 67 anni: circa 5,723% (biennio 2025-2026)
  • Pensione mensile lorda stimata: € 180.000 × 5,723% / 13 ≈ € 793/mese
  • Supera la soglia dell’assegno sociale, quindi il diritto a 67 anni è confermato

Attenzione: Gli esempi sono indicativi. Per una stima personalizzata usa il simulatore INPS (“La Mia Pensione”) sul portale MyINPS, oppure consulta il tuo estratto conto contributivo per verificare il montante accumulato.

Cessazione del rapporto di lavoro: cosa è obbligatorio

Per ottenere la pensione di vecchiaia è obbligatorio cessare il rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività autonoma o parasubordinata, quindi un lavoratore autonomo può continuare a lavorare anche dopo aver maturato la pensione.

Dopo aver iniziato a percepire la pensione di vecchiaia, è generalmente possibile cumulare l’assegno con redditi da lavoro senza decurtazioni, a differenza di quanto accade con alcune pensioni anticipate.

Come fare domanda di pensione di vecchiaia all'INPS

La domanda si presenta esclusivamente in via telematica, attraverso uno di questi canali:

  • Portale INPS online: accesso con SPID, CIE o CNS alla sezione “Domanda Pensione”
  • Contact Center INPS: numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile
  • Patronato abilitato: INCA CGIL, ACLI, ENAC e altri possono assistere gratuitamente nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda

Il termine ordinario di lavorazione del provvedimento da parte dell’INPS è 30 giorni dalla presentazione, come previsto dalla L. 241/1990. In alcuni casi possono applicarsi termini diversi.

Consiglio dell'esperto (Failla)
Presenta la domanda con almeno 3-4 mesi di anticipo rispetto alla data prevista di decorrenza.
Prima di fare domanda, verifica la tua posizione contributiva sull'estratto conto INPS: potrebbero esserci buchi contributivi che devi sanare con versamenti volontari o un riscatto.
I patronati offrono consulenza previdenziale gratuita — sfruttali prima di presentare la domanda da solo.

Pensione di vecchiaia e pianificazione previdenziale complementare

La pensione pubblica di vecchiaia, soprattutto per i lavoratori in sistema contributivo puro, rischia di essere bassa. Il tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra pensione e ultimo stipendio, può scendere al 60-65% o anche meno per chi ha avuto carriere discontinue.

Per questo motivo è sempre più importante integrare la pensione INPS con strumenti di previdenza complementare: fondi pensione aperti, fondi chiusi di categoria (previsti dalla contrattazione collettiva) e piani individuali pensionistici (PIP). Destinare il TFR a un fondo pensione, anziché lasciarlo in azienda, è spesso la scelta più conveniente nel lungo periodo, sia per il rendimento atteso che per i vantaggi fiscali.

Pensione di vecchiaia vs altre forme di pensionamento anticipato

Se vuoi smettere di lavorare prima dei 67 anni, esistono alternative. Puoi approfondirle nella nostra guida completa sulla pensione anticipata 2026. In sintesi:

  • Pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) — senza limite di età
  • APE Sociale: anticipo pensionistico per categorie fragili (disabili, caregiver, lavori gravosi) a partire dai 63 anni e 5 mesi
  • Opzione Donna: percorso per le lavoratrici con almeno 35 anni di contributi, ma con ricalcolo contributivo dell’assegno
  • Quota 103: 62 anni di età + 41 anni di contributi (confermata per il 2026)

Domande frequenti sulla pensione di vecchiaia

Quanti anni di contributi servono per la pensione di vecchiaia nel 2026?

Nella maggior parte dei casi servono almeno 20 anni. Fa eccezione chi ha raggiunto 15 anni di contributi entro il 31/12/1992 (Deroga Amato) e chi è in sistema contributivo puro senza raggiungere la soglia minima di importo: in quel caso deve aspettare i 71 anni con almeno 5 anni di contributi effettivi.

La pensione di vecchiaia si ottiene al raggiungimento dell’età anagrafica (67 anni nel 2026) con un minimo contributivo di 20 anni. La pensione anticipata si basa solo sull’anzianità contributiva (42 anni e 10 mesi per gli uomini nel 2026) indipendentemente dall’età. Sono due strade distinte e non sovrapponibili.

Sì, dal 2012 (Riforma Fornero) l’età pensionabile è stata equiparata. Nel 2026 sia uomini che donne, dipendenti e autonomi, devono compiere 67 anni. Prima c’era una differenza per le donne, ora eliminata.

No. La pensione di vecchiaia INPS è riservata a chi ha versato contributi. Chi non ha contributi sufficienti può accedere, al compimento dei 67 anni, all’assegno sociale — che però è una prestazione assistenziale diversa, soggetta a limiti di reddito.

Sì. La pensione di vecchiaia è generalmente cumulabile con redditi da lavoro (dipendente o autonomo), senza decurtazioni. È invece necessario cessare il rapporto di lavoro dipendente per ottenere la liquidazione.

Se hai lavorato in un Paese UE o in un Paese extracomunitario con convenzione bilaterale con l’Italia, puoi totalizzare i contributi esteri con quelli italiani ai fini del raggiungimento dei requisiti. Il calcolo dell’assegno avverrà poi separatamente per ogni Paese (sistema pro-rata).

Dal 1° gennaio 2027 l’età minima passa da 67 a 67 anni e 1 mese, come confermato dalla Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026. Dal 2028 salirà ulteriormente a 67 anni e 3 mesi. Il requisito contributivo di 20 anni rimane invariato.

Puoi accedere al tuo estratto conto contributivo sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Trovi tutte le settimane contributive accreditate, suddivise per gestione. È lo strumento fondamentale per pianificare il pensionamento.

Fonti e riferimenti normativi

Questo articolo è basato sulle seguenti fonti ufficiali, aggiornate al giugno 2026:

  • INPS — Scheda servizio Pensione di Vecchiaia (aggiornamento 29 aprile 2026)
  • Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026 — adeguamento speranza di vita 2027-2028
  • Decreto MEF del 19 dicembre 2025 — conferma requisiti 2026
  • Lgs. 503/1992 (Riforma Amato) — requisiti contributivi e deroghe
  • 214/2011 (Riforma Monti-Fornero) — età pensionabile 67 anni e equiparazione uomini/donne
  • 335/1995 (Riforma Dini) — sistema contributivo
  • Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) — modifica soglia importo minimo per contributivi puri
  • Legge 232/2016 — totalizzazione contributiva gratuita
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