Congedo Parentale 2026: Guida Completa e Aggiornata

Aggiornato a giugno 2026 — In linea con le disposizioni della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) e le circolari INPS più recenti.

Il congedo parentale è uno dei diritti più importanti riconosciuti ai lavoratori dipendenti in Italia, eppure rimane tra i più fraintesi. Ogni anno migliaia di genitori, madri e padri, rinunciano a mesi di tutela semplicemente perché non conoscono le regole, i limiti di età del figlio, o le percentuali di indennità a cui hanno diritto.

Con la Legge di Bilancio 2026, il legislatore ha introdotto modifiche significative: il limite di età del bambino è salito da 12 a 14 anni, i giorni retribuiti per malattia del figlio sono raddoppiati nella fascia 3–14 anni, e l’indennità all’80% è stata confermata e consolidata. In questa guida trovi tutto quello che c’è da sapere: dalla definizione normativa al calcolo dell’indennità, dalla domanda INPS alle differenze tra congedo obbligatorio e facoltativo, fino al congedo di paternità obbligatoria.

Che cos'è il Congedo Parentale

Il congedo parentale — definito anche “astensione facoltativa” — è il diritto di entrambi i genitori lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per accudire il figlio nei primi anni di vita. Non si tratta di un favore del datore di lavoro: è un diritto individuale garantito dalla legge, che il datore non può rifiutare se la richiesta rispetta le procedure previste.

La norma di riferimento è il Decreto Legislativo 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità), modificato più volte negli ultimi anni, da ultimo con il D.Lgs. 105/2022 (recepimento della Direttiva UE Work-Life Balance) e con la Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026).

È importante non confonderlo con altri istituti:

  • Congedo di maternità obbligatoria: astensione obbligatoria per la madre, 5 mesi, retribuita all’80% da INPS.
  • Congedo di paternità obbligatorio: 10 giorni lavorativi obbligatori per il padre, retribuiti al 100% da INPS.
  • Congedo parentale: facoltativo, condiviso tra i genitori, con percentuali di indennità variabili.

Le Novità del 2026: Cosa Cambia

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto tre modifiche concrete che ogni genitore lavoratore dipendente deve conoscere.

1. Limite di età esteso a 14 anni

Il congedo parentale per i lavoratori dipendenti può ora essere fruito fino al compimento del 14° anno di vita del figlio, rispetto ai 12 anni previsti fino al 2025. Nei casi di adozione o affidamento, il limite di 14 anni decorre dall’ingresso del minore in famiglia, e non può comunque superare il raggiungimento della maggiore età.

Questa estensione è operativa dal 1° gennaio 2026. INPS ha aggiornato la procedura telematica per le domande, e ha previsto la possibilità di presentare domanda in via retroattiva per periodi già fruiti tra il 1° gennaio 2026 e la data di aggiornamento del portale.

Attenzione: le regole restano invariate per i genitori iscritti alla Gestione Separata INPS (limite a 12 anni) e per i lavoratori autonomi (congedo fruibile entro il primo anno di vita del figlio).

2. Giorni per malattia del figlio raddoppiati (fascia 3–14 anni)

Per la malattia dei figli nella fascia 3–14 anni, i giorni annui fruibili da ciascun genitore passano da 5 a 10 giorni lavorativi. Questi giorni sono distinti dal congedo parentale ordinario e richiedono il certificato di malattia del pediatra. I due genitori non possono assentarsi lo stesso giorno per lo stesso figlio.

Per i figli fino a 3 anni di età, resta il diritto di astensione per tutta la durata della malattia, in alternativa tra i genitori.

3. Indennità all'80% confermata e consolidata

Le Leggi di Bilancio 2023, 2024 e 2025 hanno progressivamente innalzato le percentuali di indennità per i primi mesi di congedo parentale. Con il 2026 questo sistema è confermato a regime:

  • 3 mesi complessivi indennizzati all’80% della retribuzione (non trasferibili tra i genitori)
  • Di questi 3 mesi, i primi 2 sono fruibili entro il 6° anno di vita del figlio
  • Un ulteriore mese all’80% è fruibile entro il 12° anno di vita del figlio

Durata del Congedo Parentale 2026: Quanti Mesi Spettano

La durata massima complessiva del congedo parentale per i lavoratori dipendenti è fissata in 10 mesi per la coppia di genitori (elevabili a 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi di congedo, anche in maniera frazionata).

Ecco come si distribuiscono tra i genitori:

Genitore Mesi spettanti Note
Madre Fino a 6 mesi Può partire al termine del congedo di maternità obbligatoria
Padre Fino a 6 mesi Elevabili a 7 se fruisce di almeno 3 mesi complessivi
Genitore solo Fino a 9 mesi In alternativa tra i due, non cumulabili sullo stesso periodo

Questi limiti valgono per ciascun figlio. Per ogni nuovo nato o adottato, i contatori ripartono da zero.

Congedo Parentale per Lavoratori Autonomi e Gestione Separata

I lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) possono fruire del congedo parentale per un massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del figlio, con un’indennità pari al 30% del salario convenzionale annuo stabilito da INPS.

I lavoratori iscritti alla Gestione Separata (collaboratori, professionisti con partita IVA senza Cassa) hanno diritto al congedo parentale fino ai 12 anni del figlio (il limite di 14 anni del 2026 non si applica a loro), per un massimo di 9 mesi.

Congedo Parentale e Stipendio: Come Funziona l'Indennità

Questo è il punto su cui si concentra la maggior parte delle domande. L’indennità durante il congedo parentale non è piena come in maternità: varia in base al periodo fruito e all’età del bambino.

Tabella dell'indennità 2026

Periodo fruito Percentuale indennità Condizione
1° mese 80% della retribuzione Entro il 6° anno del figlio
2° mese 80% della retribuzione Entro il 6° anno del figlio
3° mese (ulteriore) 80% della retribuzione Entro il 12° anno del figlio
Mesi dal 4° al 9° (tetto indennizzabile) 30% della retribuzione Salvo condizioni reddituali
Mesi oltre il 9° (fino a 10° o 11°) 0% oppure 30% Solo se reddito individuale < 2,5× trattamento minimo pensione

Come si calcola l'indennità in euro

La base di calcolo è la retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga (mensile o quadrisettimanale) immediatamente precedente l’inizio del congedo. Nel calcolo rientrano anche i ratei delle mensilità aggiuntive (tredicesima e, dove prevista, quattordicesima) e gli altri elementi ricorrenti della retribuzione.

Per capire quanto percepirete in busta paga durante il congedo, potete usare il nostro calcolatore stipendio netto per simulare l’impatto del congedo sulla vostra retribuzione mensile, oppure il calcolatore maternità per un calcolo specifico su questo scenario.

Esempio pratico: un lavoratore con uno stipendio netto mensile di 1.500 € percepirà circa 1.200 € al mese nei periodi all’80%, e circa 450 € al mese nei periodi al 30%.

Integrazione del CCNL

Molti contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono un’integrazione a carico del datore di lavoro che porta l’indennità al 100% per un certo numero di mesi, soprattutto nel pubblico impiego. Nel settore pubblico, ad esempio, è generalmente previsto almeno un mese all’anno retribuito al 100% nei primi tre anni di vita del figlio. È sempre opportuno verificare le previsioni del proprio CCNL.

Contribuzione previdenziale durante il congedo

I periodi di congedo parentale indennizzati sono coperti da contribuzione figurativa INPS, il che significa che contano ai fini del calcolo della pensione. Per i periodi non retribuiti, la contribuzione figurativa si applica comunque ai sensi della Legge 155/1981. Per capire come questi periodi si riflettono sulla posizione previdenziale, è utile consultare il proprio estratto conto contributivo INPS.

Il Congedo di Paternità Obbligatoria 2026

Il congedo di paternità obbligatorio è un istituto distinto e autonomo rispetto al congedo parentale. Non è facoltativo: il padre è tenuto a fruirne, e il datore di lavoro non può rifiutarlo. In caso di mancata concessione, il datore rischia sanzioni amministrative da 516 a 2.582 euro.

Quanti giorni spettano

Nel 2026 le regole sono confermate:

  • 10 giorni lavorativi obbligatori, retribuiti al 100% della retribuzione da INPS
  • 1 giorno facoltativo aggiuntivo, fruibile solo se la madre rinuncia formalmente a un giorno del proprio congedo di maternità obbligatoria
  • 20 giorni in caso di parto plurimo (gemelli, trigemini, ecc.)

I giorni sono lavorativi: sabato, domenica e festivi non contano. Possono essere fruiti anche in modo non consecutivo (ad esempio, 5 giorni alla nascita e 5 giorni nelle settimane successive), ma non possono essere frazionati in ore.

Quando si può fruire

La finestra temporale è precisa: dai 2 mesi prima della data presunta del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita. In caso di adozione o affidamento, il conteggio parte dall’ingresso del minore in famiglia.

I 10 giorni possono essere fruiti anche durante il congedo di maternità della madre, dunque i due periodi sono sovrapponibili.

Chi ha diritto al congedo di paternità obbligatorio

Il diritto spetta a:

  • Tutti i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico
  • I padri adottivi e affidatari
  • La madre intenzionale in una coppia omogenitoriale femminile (a seguito della sentenza della Corte Costituzionale 115/2025 e delle relative circolari INPS)
  • I lavoratori domestici (colf, badanti)

Non spetta ai padri lavoratori autonomi e ai collaboratori iscritti alla Gestione Separata, per i quali esistono tutele diverse e più limitate.

Come viene pagato

L’indennità pari al 100% della retribuzione è a carico INPS, ma viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro, che poi la recupera tramite conguaglio contributivo. Il calcolo avviene sulla retribuzione media globale giornaliera dell’ultimo mese lavorato, inclusi ratei di tredicesima e quattordicesima. Non ci sono massimali: anche per le retribuzioni elevate, l’indennità è pari al 100% senza tagli.

Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa e vale ai fini pensionistici, delle ferie, della tredicesima e dell’anzianità di servizio.

Novità 2026: accesso alla NASpI in caso di dimissioni

Una novità rilevante introdotta per il 2026 riguarda i padri che si dimettono volontariamente entro il primo anno di vita del figlio dopo aver fruito del congedo di paternità obbligatorio: hanno ora diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione), tutela in precedenza riservata quasi esclusivamente alle madri. Per approfondire il funzionamento e i requisiti della NASpI, consulta la nostra guida alla NASpI.

Come Richiedere il Congedo Parentale: Procedura INPS

La domanda di congedo parentale si presenta telematicamente tramite il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Il percorso è: Prestazioni e servizi → Maternità e paternità → Domanda di congedo parentale.

Preavvisi e tempi

  • Preavviso al datore di lavoro: almeno 5 giorni prima per il congedo fruito a giornate. Per il congedo su base oraria, molti CCNL prevedono un preavviso ridotto a 48 ore in caso di necessità urgente e non prevedibile (es. chiusura improvvisa dell’asilo, indisponibilità della baby-sitter).
  • Domanda a INPS: va presentata prima dell’inizio del congedo (anche lo stesso giorno).

Modalità di fruizione

Il congedo parentale può essere fruito:

  • A tempo pieno: un periodo continuativo di assenza
  • A tempo parziale (50%): riduzione dell’orario di lavoro del 50%, che mantiene il diritto all’indennità
  • In modo frazionato: più periodi separati, con l’accortezza che tra un periodo e l’altro deve esserci un’effettiva ripresa del lavoro (altrimenti i giorni festivi intercorrenti vengono conteggiati nel congedo)

Documentazione necessaria

  • Codice fiscale del figlio (o della figlia)
  • Dati del datore di lavoro
  • Periodo di congedo richiesto
  • In caso di adozione: documentazione del provvedimento di adozione o affidamento

Congedo Parentale per Adozione e Affidamento

I genitori adottivi e affidatari hanno gli stessi diritti dei genitori biologici, con alcune specificità:

  • Per l’adozione nazionale, il congedo parentale decorre dall’ingresso del minore in famiglia
  • Per l’adozione internazionale, il congedo può comprendere anche i periodi di soggiorno all’estero necessari per le procedure adottive
  • Il limite di 14 anni si applica dall’ingresso in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età del minore

Congedo Parentale e Malattia del Figlio: Due Istituti Distinti

Un errore frequente è confondere il congedo parentale con i giorni di assenza per malattia del figlio. Si tratta di due istituti separati.

Caratteristica Congedo Parentale Assenza per Malattia Figlio
Natura Facoltativo, programmabile Legato a evento (malattia)
Età del figlio Fino a 14 anni (2026) Illimitata fino a 3 anni; fascia 3–14 anni: 10 gg/anno per genitore
Retribuzione 80% o 30% (o 0%) Fino a 3 anni: indennità INPS; oltre 3 anni: non retribuito salvo CCNL
Certificato Non richiesto Certificato pediatra obbligatorio
Cumulabilità Non possono coincidere nello stesso giorno tra i due genitori Stessa regola: un solo genitore per volta

Il Congedo Parentale nel Quadro Normativo Europeo

L’Italia ha recepito la Direttiva UE 2019/1158 (Work-Life Balance) con il D.Lgs. 105/2022, che ha reso strutturale il congedo di paternità obbligatorio e ha aumentato i mesi indennizzabili di congedo parentale da 6 a 9. Questo inserisce il congedo parentale italiano in un quadro di progressivo allineamento agli standard europei, sebbene paesi come Germania, Svezia e Finlandia offrano ancora tutele più ampie, soprattutto in termini di percentuali di indennità.

Come il Congedo Parentale Impatta sulla Busta Paga

L’effetto del congedo parentale sulla retribuzione mensile netta dipende da tre variabili: lo stipendio lordo di partenza, il periodo di congedo fruito (80% o 30%), e le eventuali integrazioni del CCNL. Per stimare con precisione l’impatto sulla propria situazione fiscale e contributiva — incluse le ritenute IRPEF e i contributi INPS sull’indennità — ti consigliamo di utilizzare il nostro calcolatore netto stipendio e di approfondire il funzionamento del sistema contributivo nella sezione dedicata al calcolatore contributi INPS.

Ricorda che anche l’indennità di congedo parentale è soggetta a tassazione IRPEF. Per un quadro completo della tassazione del reddito da lavoro dipendente, consulta la nostra guida sulla tassazione e detrazioni fiscali.

Riepilogo Operativo: Congedo Parentale 2026 in Sintesi

Elemento Regola 2026
Limite età figlio (dipendenti) 14 anni
Durata massima coppia 10 mesi (11 se padre fruisce ≥ 3 mesi)
Mesi madre Max 6
Mesi padre Max 6 (o 7 con ≥ 3 mesi presi)
Indennità primi 3 mesi (entro 12 anni) 80% retribuzione
Indennità mesi successivi 30% retribuzione
Preavviso datore di lavoro 5 giorni (o 48h per urgenze, secondo CCNL)
Congedo paternità obbligatorio 10 giorni lavorativi al 100% (20 per parti plurimi)
Finestra paternità obbligatoria Da 2 mesi prima del parto a 5 mesi dopo
Malattia figlio 3–14 anni 10 giorni/anno per genitore (novità 2026)

Domande Frequenti sul Congedo Parentale 2026

Posso prendere il congedo parentale contemporaneamente al mio partner?

Sì, i due genitori possono fruire del congedo parentale nello stesso periodo, anche sugli stessi giorni. I mesi fruiti da ciascuno vengono però conteggiati nel monte ore individuale e nel limite massimo di coppia.

Dipende dal CCNL applicato. Molti contratti collettivi prevedono la fruizione su base oraria; in assenza di previsione contrattuale, il minimo è la giornata intera.

Il diritto al congedo parentale è legato alla posizione contributiva del lavoratore, non allo specifico datore di lavoro. In caso di cambio, il nuovo datore è tenuto a riconoscere il diritto al congedo per i mesi residui.

I periodi di congedo parentale sono equiparati, ai fini dell’anzianità di servizio, al lavoro effettivo. Questo include la maturazione di ferie, tredicesima e contributi pensionistici.

Sì. La Legge di Bilancio 2026 ha esteso il limite a 14 anni per i lavoratori dipendenti, quindi un figlio di 13 anni rientra nel perimetro del congedo parentale ordinario.

Il datore rischia sanzioni amministrative da 516 a 2.582 euro. Il lavoratore può rivolgersi all’Ispettorato del Lavoro per segnalare la violazione.

Fonti e Riferimenti Normativi

  • D.Lgs. 151/2001 — Testo Unico sulla maternità e paternità
  • D.Lgs. 105/2022 — Recepimento Direttiva UE Work-Life Balance 2019/1158
  • Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) — Art. che modifica i limiti di età del congedo parentale
  • Circolari INPS 2026 sull’estensione del congedo parentale a 14 anni
  • Sentenza Corte Costituzionale 115/2025 (congedo paternità per madri intenzionali in coppie omogenitoriali)
  • Portale ufficiale INPS: inps.it

Questa guida ha finalità informativa e non costituisce consulenza legale o previdenziale. Per situazioni specifiche, ti consigliamo di rivolgerti a un CAF, a un patronato (INCA, ACLI, ecc.) o a un consulente del lavoro.

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