Calcolo Tasse Regime Forfettario: Imposta, Contributi e Netto
Quanto ti resta davvero in tasca con la partita IVA forfettaria? Inserisci ricavi, coefficiente di redditività e contributi INPS: il calcolatore stima in pochi secondi imposta sostitutiva, carico fiscale e netto disponibile, e ti permette di confrontare il risultato con un regime alternativo.
Il regime forfettario (Legge 190/2014, commi 54-89) sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP con un’unica imposta sostitutiva: 15% di norma, 5% per le nuove attività che ne hanno i requisiti. Non servono contabilità analitica né deduzione dei costi reali: il reddito si determina applicando ai ricavi incassati un coefficiente legato al codice ATECO.
Come si calcolano le tasse nel regime forfettario in 3 passaggi
- Reddito lordo = ricavi o compensi incassati × coefficiente di redditività
- Reddito imponibile = reddito lordo − contributi previdenziali obbligatori versati
- Imposta sostitutiva = reddito imponibile × 5% oppure 15%
Il netto disponibile è ciò che resta dei ricavi dopo contributi e imposta (e, nella pratica, dopo i costi reali dell’attività).
Esempio: un professionista incassa 30.000 € con coefficiente 78%: il reddito lordo è 23.400 €. Con 6.100,38 € di contributi INPS l’imponibile è 17.299,62 € e l’imposta al 15% è 2.594,94 €. Restano 21.304,68 €, cioè circa 71 € ogni 100 incassati.
I parametri 2026 in sintesi
| Parametro | Valore 2026 |
|---|---|
| Limite di ricavi o compensi | 85.000 € (oltre 100.000 € in corso d'anno l'uscita dal regime è immediata) |
| Imposta sostitutiva | 15% ordinaria; 5% per 5 anni per le nuove attività, se spetta |
| Coefficienti di redditività | dal 40% all'86%, in base all'attività |
| Redditi da lavoro dipendente o pensione | soglia di 35.000 € (riferita ai redditi 2025) |
| Spese per personale e collaboratori | non oltre 20.000 € lordi |
| Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa) | 26,07% (24% se già pensionati o assicurati altrove) |
| INPS artigiani e commercianti | 24% e 24,48% fino a 56.224 €; reddito minimale 18.808 € |
| Riduzione contributiva forfettari | 35% su richiesta (artigiani e commercianti) |
Come usare il calcolatore: cosa inserire in ogni campo
Il calcolatore lavora con i valori che inserisci tu: quelli precompilati sono semplici esempi, non regole. Compila i campi, premi Calcola e leggi il risultato nella card dedicata (accanto ai campi su desktop, sotto su mobile).
Ricavi o compensi annui
Il totale incassato nell’anno, non fatturato: nel regime forfettario vale il principio di cassa. Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio conta nell’anno nuovo.
Coefficiente di redditività
La percentuale dei ricavi che diventa reddito, da 0 a 100. Trovi i valori nella tabella più sotto. Con più attività dai coefficienti diversi inserisci la media ponderata sui ricavi: il reddito lordo totale resta identico alla somma dei calcoli separati.
Contributi previdenziali annui
I contributi obbligatori che versi nell’anno. Vengono sottratti dal reddito lordo prima di calcolare l’imposta. Come stimarli lo spieghiamo nella sezione dedicata.
Aliquota dell'imposta sostitutiva
Scegli 5% o 15%. Il 5% richiede requisiti precisi: leggi la sezione dedicata prima di selezionarlo.
Attività
Professionista, commerciante, artigiano o altro: la scelta serve a organizzare la simulazione e non modifica il calcolo.
Altri costi annui
I costi reali dell’attività. Nel forfettario non sono deducibili: il calcolatore li usa solo nella simulazione alternativa del confronto.
Altre imposte o oneri annui
Importi aggiuntivi che vuoi includere nel carico annuo, come l’imposta di bollo sulle fatture o altri oneri fissi dell’attività.
Mesi di attività
Se hai iniziato a metà anno, indica i mesi effettivi (da 1 a 12): costi e oneri annuali vengono riproporzionati di conseguenza.
Mostra confronto
Attiva l’interruttore per impostare tre ipotesi: aliquota contributiva simulata, aliquota fiscale simulata e detrazione simulata. Il calcolatore le applica a un regime alternativo e mostra la differenza annuale.
Come leggere il risultato
- Imposte annue: imposta sostitutiva più altre imposte o oneri inseriti. I contributi sono esposti a parte.
- Reddito imponibile lordo: ricavi × coefficiente.
- Reddito imponibile netto: reddito lordo meno contributi deducibili.
- Netto disponibile: ricavi meno contributi e carico fiscale, mai inferiore a zero.
- Barra orizzontale: quota di netto contro quota di imposte e contributi.
Coefficienti di redditività: quale inserire
Il coefficiente dipende dal codice ATECO dell’attività ed è fissato dall’Allegato 4 della Legge 190/2014. La Legge di Bilancio 2026 non lo ha modificato.
| Gruppo di attività | Codici ATECO 2007 | Coefficiente |
|---|---|---|
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi | 64-66, 69-75, 85, 86-88 | 78% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41, 42, 43, 68 | 86% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 45, 46.2-46.9, 47.1-47.7, 47.9 | 40% |
| Industrie alimentari e delle bevande | vedi Allegato 4 | 40% |
| Servizi di alloggio e ristorazione | vedi Allegato 4 | 40% |
| Intermediari del commercio | vedi Allegato 4 | 62% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | vedi Allegato 4 | 54% |
| Altre attività economiche | vedi Allegato 4 | 67% |
ATECO 2025: dalla nuova classificazione in vigore dal 1° aprile 2025 devi indicare il codice aggiornato in dichiarazione, ma per i forfettari i coefficienti restano agganciati ai codici ATECO 2007 finché non saranno approvati quelli nuovi. L’ISTAT pubblica la tavola di raccordo tra le due versioni.
Contributi INPS nel regime forfettario: quanto inserire
Professionisti senza cassa (Gestione Separata INPS). Nel 2026 l’aliquota è 26,07% (circolare INPS 8/2026), ridotta al 24% se sei già pensionato o assicurato presso un’altra forma obbligatoria, ad esempio perché sei anche dipendente. Il massimale di reddito è 122.295 €. Con un reddito lordo di 23.400 €, i contributi stimati sono 6.100,38 €.
Artigiani e commercianti (INPS). Secondo la circolare INPS 14/2026 le aliquote sono 24% (artigiani) e 24,48% (commercianti) sul reddito fino a 56.224 €, poi 25% e 25,48%. Sul reddito minimale di 18.808 € sono dovuti contributi fissi anche con redditi bassi: indicativamente circa 4.500 € per gli artigiani e 4.600 € per i commercianti, prima delle agevolazioni. Chi aderisce al forfettario può chiedere la riduzione del 35% entro il 28 febbraio. Esistono anche riduzioni del 50% (per esempio per i nuovi iscritti nei primi 36 mesi), non cumulabili con quella del 35%.
Casse professionali (Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM, ENPAP, CIPAG e altre): hanno regole proprie. Inserisci l’importo indicato dalla tua cassa.
Attenzione al momento del versamento. Si deducono i contributi versati nell’anno: il saldo pagato a gennaio riduce l’imponibile dell’anno nuovo, non del precedente.
5% o 15%: quale aliquota inserire
L’aliquota del 5% non è automatica. Vale per i primi cinque periodi d’imposta (l’anno di inizio più i quattro successivi) solo se:
- nei tre anni precedenti non hai svolto attività artistica, professionale o d’impresa, nemmeno in forma associata o familiare;
- la nuova attività non è la mera prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo svolto prima (fa eccezione il praticantato obbligatorio);
- se rilevi l’attività di un altro soggetto, i suoi ricavi dell’anno precedente non superano 85.000 €.
Se manca anche solo uno dei requisiti si applica il 15%.
Esempi di calcolo: quanto resta con 10.000, 30.000, 50.000 e 85.000 euro
Ipotesi: professionista in Gestione Separata, coefficiente 78%, contributi 26,07% sul reddito lordo, imposta sostitutiva 15%.
| Ricavi | Reddito lordo | Contributi INPS | Imponibile | Imposta 15% | Netto |
|---|---|---|---|---|---|
| 10.000 € | 7.800,00 € | 2.033,46 € | 5.766,54 € | 864,98 € | 7.101,56 € |
| 30.000 € | 23.400,00 € | 6.100,38 € | 17.299,62 € | 2.594,94 € | 21.304,68 € |
| 50.000 € | 39.000,00 € | 10.167,30 € | 28.832,70 € | 4.324,91 € | 35.507,79 € |
| 85.000 € | 66.300,00 € | 17.284,41 € | 49.015,59 € | 7.352,34 € | 60.363,25 € |
In questo scenario contributi e imposta assorbono circa il 29% dei ricavi a ogni livello: restano circa 71 € ogni 100. Con l’aliquota del 5%, su 30.000 € l’imposta scende a 864,98 € e il netto sale a 23.034,64 € (circa 77 € ogni 100).
Commerciante con coefficiente 40%. Con 40.000 € di ricavi il reddito lordo è 16.000 €, inferiore al minimale: si pagano i contributi fissi, stimati in 4.611,64 €. L’imponibile è 11.388,36 €, l’imposta al 15% è 1.708,25 € e il netto è 33.680,11 € (prima dei costi reali).
Forfettario o regime ordinario: come usare il confronto
Nel forfettario i costi reali non riducono l’imposta, ma restano a tuo carico. Per questo la convenienza dipende da quanto spendi davvero: con coefficiente 78% il regime riconosce forfettariamente costi pari al 22% dei ricavi. Se i tuoi costi superano di molto quella quota, il confronto può dare un risultato diverso.
Esempio con 40.000 € di ricavi. Forfettario: professionista, coefficiente 78%, Gestione Separata 26,07%, imposta 15%. Alternativa: contributi al 24% e aliquota fiscale del 23% sul reddito dopo i contributi, nessuna detrazione.
| Scenario | Costi reali | Netto forfettario | Netto alternativa | Differenza |
|---|---|---|---|---|
| Pochi costi | 2.000 € | 26.406,24 € | 22.237,60 € | +4.168,64 € forfettario |
| Costi elevati | 18.000 € | 10.406,24 € | 12.874,40 € | +2.468,16 € alternativa |
Le aliquote dell’alternativa sono ipotesi di calcolo, non i valori reali del regime ordinario, che applica l’IRPEF a scaglioni (nel 2026: 23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre), le addizionali regionali e comunali e, per alcune attività, l’IRAP. Usa il confronto per orientarti e fai verificare il caso concreto da un commercialista.
Per un confronto completo tra regime forfettario e ordinario usa il Calcolatore Tasse Partita IVA; per stimare l’IRPEF effettiva del regime ordinario c’è il Calcolatore IRPEF. Se invece stai valutando se aprire la partita IVA o restare dipendente, prova il Confronto Dipendente vs Partita IVA.
Quando e come si pagano le tasse
L’imposta sostitutiva si versa con saldo e acconti tramite modello F24, in base alla dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, quadro LM).
| Versamento | Scadenza ordinaria | Codice tributo F24 |
|---|---|---|
| Saldo anno precedente | 30 giugno | 1792 |
| Primo acconto | 30 giugno | 1790 |
| Secondo acconto (o acconto unico) | 30 novembre | 1791 |
Nel 2026 saldo e primo acconto sono slittati al 20 luglio per la proroga prevista dal DL 89/2026, convertito nella Legge 113/2026. Chi ha pagato fino al 20 agosto ha applicato una maggiorazione dello 0,80%. Il secondo acconto resta al 30 novembre, in un’unica soluzione e senza rate.
- Acconto non dovuto se l’importo è inferiore a 51,65 €.
- Acconto unico a novembre se è compreso tra 51,65 € e 257,52 €.
- Metodo storico (si parte dall’imposta dell’anno precedente) o previsionale (si stima l’anno in corso): se con il previsionale versi meno del dovuto, scatta la sanzione per omesso versamento del 25%.
- Primo anno di attività: di norma non si versano acconti, ma l’anno dopo possono sommarsi il saldo del primo anno e gli acconti dell’anno in corso.
Regola pratica per accantonare. Per un professionista in Gestione Separata con coefficiente 78%, mettere da parte circa il 29% degli incassi copre imposta e contributi con l’aliquota al 15%, circa il 23% con il 5%. Artigiani e commercianti devono invece considerare anche le rate fisse INPS trimestrali.
Limiti e cause di uscita dal regime forfettario
- Ricavi o compensi oltre 85.000 €: il regime cessa dall’anno successivo, se resti sotto 100.000 €.
- Oltre 100.000 € nell’anno: uscita immediata, con fatturazione in regime IVA dall’operazione che fa scattare il superamento.
- Lavoro dipendente o pensione oltre 35.000 € nell’anno precedente, soglia confermata per il 2026. La verifica non rileva se il rapporto di lavoro è cessato.
- Spese per personale e collaboratori oltre 20.000 € lordi.
- Altre cause ostative (art. 1, comma 57, Legge 190/2014): non residenza in Italia, salvo eccezioni UE/SEE, partecipazione a società di persone o associazioni professionali, controllo di una SRL con attività riconducibile alla tua, regimi speciali IVA, cessione prevalente di immobili o mezzi di trasporto nuovi.
Errori comuni da evitare
- Calcolare sul fatturato invece che sull’incassato.
- Dimenticare che si deducono i contributi versati, non quelli solo maturati.
- Credere di poter scaricare i costi: nel forfettario non si può.
- Applicare il 5% senza verificare tutti i requisiti.
- Non accantonare per il secondo anno, quando saldo e acconti si sommano.
- Usare un coefficiente sbagliato dopo il passaggio ad ATECO 2025.
Domande frequenti
Come si calcolano le tasse nel regime forfettario?
Si moltiplicano i ricavi incassati per il coefficiente di redditività, si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati e si applica sul risultato l’imposta sostitutiva del 15% (5% per le nuove attività che ne hanno i requisiti).
I contributi INPS si sottraggono prima di calcolare l'imposta?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno sono deducibili dal reddito lordo forfettario e riducono la base su cui si applica l’imposta sostitutiva.
Quanto si paga di tasse con 30.000 euro di ricavi?
Per un professionista in Gestione Separata con coefficiente 78% e aliquota 15%, i contributi stimati sono 6.100,38 € e l’imposta sostitutiva 2.594,94 €: in totale 8.695,32 €, con un netto di 21.304,68 €.
Quando si applica il 5% e quando il 15%?
Il 5% vale per i primi cinque anni di una nuova attività, se nei tre anni precedenti non hai svolto attività d’impresa, artistica o professionale e la nuova attività non è la mera prosecuzione di un lavoro precedente. In tutti gli altri casi si applica il 15%.
Posso dedurre le spese nel regime forfettario?
No. Il coefficiente di redditività sostituisce i costi reali: l’unica deduzione ammessa sono i contributi previdenziali obbligatori versati.
Qual è il limite di ricavi per restare nel forfettario nel 2026?
È 85.000 €. Se lo superi restando sotto 100.000 € esci dal regime dall’anno successivo; oltre 100.000 € nel corso dell’anno l’uscita è immediata.
Posso avere la partita IVA forfettaria e lavorare come dipendente?
Sì, se nell’anno precedente i redditi da lavoro dipendente o assimilati non hanno superato 35.000 € (soglia confermata per il 2026), oppure se il rapporto di lavoro è cessato.
Nel primo anno devo versare gli acconti?
Normalmente no, perché manca l’imposta dell’anno precedente su cui calcolarli. L’anno successivo però possono sommarsi il saldo del primo anno e gli acconti dell’anno in corso.
Il risultato del calcolatore è definitivo?
No, è una stima indicativa basata sui dati inseriti. L’imposta effettiva dipende dai contributi realmente versati e dalla tua situazione personale: per la dichiarazione rivolgiti a un commercialista.
Fonti e aggiornamento
Legge 190/2014 (commi 54-89) · Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) · circolari INPS 8/2026 (Gestione Separata) e 14/2026 (artigiani e commercianti) · Agenzia delle Entrate, Allegato 4 e circolare 10/E del 2016 · DL 89/2026 e Legge 113/2026 (proroga dei versamenti).
Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2026. Stima indicativa, non sostituisce una consulenza fiscale.