Simulazione 730: Calcola Rimborso o Debito IRPEF

Ogni anno, tra aprile e settembre, milioni di lavoratori dipendenti e pensionati italiani si pongono la stessa domanda: quest’anno il 730 mi darà un rimborso o dovrò pagare?

Una simulazione 730 ti permette di rispondere prima ancora di inviare la dichiarazione, semplicemente inserendo i dati della tua Certificazione Unica (CU), della tua famiglia e delle spese sostenute nell’anno. Il risultato è una stima realistica dell’IRPEF netta dovuta, calcolata seguendo lo stesso percorso logico usato dall’Agenzia delle Entrate per il modello 730/2026 (redditi 2025).

Redditi 2025 — 730/2026 Calcolo a cascata trasparente Stima informativa
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Idoneità al 730Verifica se puoi usare questo modello
Per il tuo profilo serve il Modello Redditi PF Chi ha partita IVA/regime forfettario, redditi da lavoro autonomo con ritenuta d'acconto o non è residente in Italia non può utilizzare il 730. Questo simulatore non è applicabile al tuo caso: valuta il Modello Redditi Persone Fisiche con un CAF o un commercialista.
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Anno d'imposta e residenzaFrontespizio
Gli scaglioni IRPEF cambiano tra i due anni (2° scaglione 35% vs 33%).
Aliquota media indicativa: alcune regioni hanno scaglioni propri.
In % — verifica la delibera del tuo Comune (0%–0,9%). Inserisci ad es. 0.8 per 0,8%.
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RedditiQuadro C — da Certificazione Unica
365 se hai lavorato/percepito pensione tutto l'anno.
Stima informativa — non sostituisce il modello precompilato ufficiale
Risultato stimato del tuo 730
€ 0
Reddito imponibile
€ 0
IRPEF lorda
€ 0
Totale detrazioni
€ 0
IRPEF netta + addizionali
€ 0
Riepilogo a cascata — da dove viene il numero
Calcolo basato sulla normativa redditi 2025 (730/2026) — aggiornato a luglio 2026 Questo strumento fornisce una stima a fini informativi e non sostituisce la dichiarazione ufficiale né la consulenza di un CAF, sostituto d'imposta o professionista abilitato. Le curve di detrazione, i tetti di spesa e le aliquote regionali/comunali sono modellati in forma semplificata e approssimata: casi particolari (rapporti multipli, cambi di residenza in corso d'anno, incapienza fiscale, redditi parziali) possono generare risultati diversi da quelli ufficiali. Verifica sempre i dati con la tua Certificazione Unica e con il modello precompilato disponibile sul portale dell'Agenzia delle Entrate.

In questa guida trovi:

  • Chi può davvero utilizzare il 730 (e chi invece deve presentare il Modello Redditi PF)
  • Come funziona, passo dopo passo, il calcolo dell’IRPEF
  • Come simulare il 730 quando hai due o più CU nello stesso anno
  • Un esempio numerico completo, spiegato voce per voce
  • Gli errori più comuni da evitare
  • Le domande più frequenti su simulazione 730 online, 730 precompilato e differenze con l’INPS

Alla fine della guida puoi usare direttamente il nostro simulatore 730 online gratuito per ottenere la tua stima personalizzata in pochi minuti.

Cos'è la simulazione del 730 e perché ti conviene farla

La simulazione del 730 è un calcolo anticipato dell’IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) che ti aspetta per l’anno d’imposta appena concluso. Non è la dichiarazione vera e propria — quella richiede l’invio ufficiale tramite SPID, CIE, CNS, un CAF o un professionista abilitato — ma una stima che ti permette di:

  • Sapere in anticipo se avrai un credito (rimborso in busta paga o in pensione) o un debito (trattenuta)
  • Controllare che i dati che il sostituto d’imposta userà per il conguaglio siano corretti
  • Verificare l’effetto di spese detraibili o deducibili prima ancora di raccoglierne la documentazione
  • Capire in anticipo l’importo, così da pianificare le proprie finanze tra luglio e agosto, i mesi in cui avviene tipicamente il conguaglio

Nota importante: il 730 è gestito dall’Agenzia delle Entrate, non dall’INPS. Chi cerca “simulazione 730 INPS” spesso confonde i due enti: l’INPS interviene solo come sostituto d’imposta per i pensionati (è l’ente che materialmente applica la trattenuta o il rimborso in pensione), ma le regole di calcolo dell’IRPEF restano quelle dell’Agenzia delle Entrate.

Chi può fare la simulazione del 730 (e chi no)

Prima di iniziare qualsiasi calcolo, è fondamentale un controllo di idoneità: un simulatore che salta questo passaggio rischia di darti un numero completamente fuorviante.

Possono usare il 730:

  • Lavoratori dipendenti (a tempo determinato o indeterminato)
  • Pensionati
  • Alcuni redditi assimilati, come i co.co.co
  • Disoccupati, tramite il “730 senza sostituto d’imposta”
  • Da alcuni anni, anche chi ha determinate plusvalenze su cripto-attività, obbligazioni o cessioni non qualificate

Devono invece presentare il Modello Redditi Persone Fisiche:

  • Titolari di partita IVA, incluso il regime forfettario
  • Chi ha redditi d’impresa
  • Lavoratori autonomi con ritenuta d’acconto soggetti all’art. 50 del TUIR
  • Beneficiari di redditi da trust
  • Non residenti fiscalmente in Italia
  • Chi ha alcune tipologie particolari di plusvalenze qualificate soggette a imposta sostitutiva

Se non rientri nei requisiti per il 730, qualunque simulazione basata su questo modello non sarà applicabile alla tua situazione: ti servirà una dichiarazione con il Modello Redditi PF, che segue regole in parte diverse.

Come funziona il calcolo: dal reddito al saldo finale

Il calcolo dell’IRPEF netta non è un’unica operazione, ma una vera e propria cascata di passaggi. Capire ogni fase è quello che distingue una simulazione 730 affidabile da una stima approssimativa.

1. Reddito complessivo

Si sommano tutte le categorie di reddito ammesse nel 730: lavoro dipendente e assimilati, pensione, eventuali redditi da fabbricati (esclusi quelli in cedolare secca, che seguono un binario separato). I dati di partenza si trovano nella tua Certificazione Unica.

2. Oneri deducibili

Alcune spese non danno diritto a una detrazione (uno “sconto” sull’imposta), ma riducono direttamente il reddito su cui l’imposta viene calcolata. Le voci più comuni sono:

  • Contributi previdenziali obbligatori e volontari
  • Versamenti a fondi pensione complementari (entro il tetto annuo previsto dalla normativa vigente)
  • Contributi per assistenza sanitaria integrativa
  • Assegni periodici corrisposti al coniuge separato o divorziato

Il risultato di questa fase è il reddito imponibile, cioè la base su cui si applicano gli scaglioni IRPEF.

3. Imposta lorda: gli scaglioni IRPEF per i redditi 2025 (730/2026)

L’IRPEF si calcola “a scaglioni progressivi”: ogni fascia di reddito viene tassata alla propria aliquota, non l’intero reddito all’aliquota più alta raggiunta. È uno degli errori di calcolo più diffusi tra chi prova a fare una simulazione a mano.

Scaglione di reddito Aliquota (redditi 2025 — 730/2026)
Fino a 28.000 € 23%
Da 28.001 € a 50.000 € 35%
Oltre 50.000 € 43%

Attenzione se stai cercando informazioni per una “simulazione 730 online 2026” intendendo l’anno fiscale successivo: le aliquote cambiano leggermente per i redditi 2026 (la seconda fascia scende dal 35% al 33%), ma si applicheranno solo alla dichiarazione 730/2027, non a quella attualmente in scadenza.

4. Detrazioni per tipo di reddito

Questa è la parte più delicata: le detrazioni per lavoro dipendente, pensione e altri redditi assimilati non sono importi fissi, ma decrescono progressivamente all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi oltre una certa soglia. Esistono inoltre una “no tax area” (la fascia di reddito su cui, di fatto, non si paga imposta netta) e il trattamento integrativo, noto come bonus da 100 euro, riconosciuto solo se c’è capienza fiscale sufficiente, cioè se l’imposta lorda supera le detrazioni spettanti.

5. Detrazioni per familiari a carico

Un punto su cui molti simulatori datati sbagliano:

  • Figli fino a 20 anni: non danno più diritto a detrazione IRPEF, essendo sostituiti dall’Assegno Unico Universale
  • Figli tra 21 e 30 anni (senza limiti di età se disabili): la detrazione è ancora prevista, entro i limiti di reddito del figlio
  • Altri familiari a carico: dal 2025 la detrazione è limitata ai soli ascendenti conviventi (tipicamente genitori o nonni); non è più prevista per suoceri, generi, nuore, fratelli e sorelle
  • Coniuge a carico: detrazione anch’essa decrescente in base al reddito complessivo del dichiarante

6. Detrazioni per spese e oneri (Quadro E)

Qui rientrano le spese più conosciute, ciascuna con la propria aliquota di detrazione e i propri limiti massimi:

Tipologia di spesa Aliquota Limiti principali
Spese sanitarie 19% Franchigia di 129,11 €
Interessi su mutuo prima casa 19% Tetto di 4.000 €
Spese scolastiche 19% Tetto per studente
Spese universitarie 19%
Erogazioni liberali a ONLUS/ETS 30% Tetto elevato
Erogazioni liberali forfettarie 26% Tetto contenuto
Ristrutturazioni edilizie 50% Rateizzata su 10 anni
Bonus mobili 50% Tetto di spesa, rateizzata
Riqualificazione energetica (Ecobonus) 65% Rateizzata su 10 anni
Sistemi di accumulo energetico 50% Rateizzata su 10 anni
Abbonamenti trasporto pubblico 19% Tetto contenuto

Due regole trasversali, introdotte dalla riforma del 2025, meritano particolare attenzione perché spesso vengono ignorate proprio dalle simulazioni fatte “a mano”:

  1. Tracciabilità obbligatoria del pagamento: per avere diritto alla detrazione al 19% il pagamento deve avvenire con mezzi tracciabili (bonifico, carta, e simili). Fanno eccezione alcune spese sanitarie specifiche, come farmaci e prestazioni presso strutture pubbliche o accreditate, che restano detraibili anche se pagate in contanti.
  2. Tetto massimo alle detrazioni per redditi oltre 75.000 €: chi supera questa soglia vede ridursi l’importo complessivo delle detrazioni per oneri (con l’eccezione di interessi sul mutuo prima casa e spese sanitarie, sempre esclusi da questo taglio), secondo una formula legata anche al numero di familiari a carico.

7. Addizionali regionali e comunali

Si applicano sul reddito imponibile e variano da zona a zona: l’addizionale regionale va tipicamente dallo 0,9% al 3,33%, quella comunale dallo 0% allo 0,9%, con delibera annuale del singolo Comune. Per questo una simulazione realistica dovrebbe sempre chiederti la tua regione e il tuo Comune di residenza.

8. Confronto con le ritenute già versate

L’ultimo passaggio è quello che determina se avrai un rimborso o una trattenuta:

IRPEF netta dovuta = imposta lorda − detrazioni totali
Saldo 730 = IRPEF netta dovuta − ritenute già trattenute in busta paga (dato presente in CU)

Se il saldo è negativo, sei a credito: il rimborso arriva tipicamente in busta paga o in pensione tra luglio e agosto, a condizione di inviare il 730 entro i termini. Se è positivo, sei a debito: la trattenuta avviene di norma nella mensilità di luglio o agosto, con possibilità di rateizzazione.

Come simulare il 730 con due o più CU

Chi ha cambiato lavoro durante l’anno, o ha avuto più rapporti contemporaneamente, riceve più Certificazioni Uniche dello stesso periodo d’imposta. Una simulazione 730 con 2 CU (o più) richiede un accorgimento in più rispetto al caso con un solo datore di lavoro: i redditi vanno sommati, ma le detrazioni da lavoro dipendente devono tenere conto dei giorni complessivi di rapporto di lavoro nell’anno, senza duplicarli tra i diversi periodi.

In pratica, per ogni CU dovrai avere a disposizione:

  • Il reddito imponibile ai fini IRPEF
  • Le ritenute IRPEF già operate
  • I giorni di lavoro coperti da quel rapporto
  • Le eventuali addizionali regionali e comunali già trattenute

Un buon simulatore online ti permette di inserire più righi di reddito (uno per ogni CU) e sommarli automaticamente per calcolare la base imponibile corretta, evitando l’errore più comune: sommare le ritenute ma dimenticare di sommare correttamente anche i giorni di lavoro, il che falserebbe il calcolo delle detrazioni spettanti.

Esempio pratico di simulazione 730

Vediamo un caso concreto, passo dopo passo, per un lavoratore dipendente senza familiari a carico.

Dati di partenza:

Voce Importo
Reddito da lavoro dipendente (da CU) 32.000 €
Contributi previdenziali (già dedotti in busta paga)
Spese sanitarie sostenute (bonifico/carta) 1.200 €
Ritenute IRPEF già operate (da CU) 5.100 €

Calcolo:

  1. Reddito imponibile: 32.000 €
  2. Imposta lorda a scaglioni:
    • Fino a 28.000 € al 23% → 6.440 €
    • Da 28.001 a 32.000 € (4.000 €) al 35% → 1.400 €
    • Totale imposta lorda: 7.840 €
  3. Detrazione da lavoro dipendente: essendo il reddito superiore a 28.000 €, la detrazione è già in fase decrescente; ipotizziamo, semplificando, un importo di circa 700 €
  4. Detrazione spese sanitarie: (1.200 € − franchigia di 129,11 €) × 19% ≈ 203 €
  5. IRPEF netta: 7.840 − 700 − 203 = 6.937 €
  6. Confronto con le ritenute: 6.937 − 5.100 = 837 € a debito

In questo caso il lavoratore dovrà versare 837 €, trattenuti tipicamente nella busta paga di luglio o agosto, salvo rateizzazione. Questo è esattamente il tipo di percorso che un simulatore online dovrebbe mostrarti in modo trasparente, voce per voce, e non limitarsi a restituire un unico numero finale.

Simulazione 730 precompilato: cosa cambia

Il 730 precompilato, disponibile ogni anno sul portale dell’Agenzia delle Entrate, è già popolato con i dati che l’Agenzia riceve da datori di lavoro, banche, enti previdenziali e altri soggetti (le cosiddette “spese detraibili precompilate”). Una simulazione fatta prima di accedere al precompilato ti è utile per due motivi:

  • Ti permette di verificare se i dati precompilati sono corretti e completi, confrontandoli con la tua stima
  • Ti aiuta a capire se conviene modificare il precompilato aggiungendo spese non ancora caricate dal sistema (ad esempio pagamenti effettuati a dicembre, che a volte arrivano in ritardo nei sistemi di interscambio)

Una simulazione indipendente non sostituisce mai il modello precompilato ufficiale, ma è un ottimo modo per arrivarci preparati, sapendo già cosa aspettarti.

Errori comuni da evitare quando fai una simulazione 730

  • Applicare l’aliquota più alta a tutto il reddito, invece di calcolare l’imposta a scaglioni progressivi: è l’errore di calcolo più frequente tra chi prova a stimare l’IRPEF “a mente”.
  • Inserire detrazioni per figli under 21 come se fossero ancora previste: dal passaggio all’Assegno Unico Universale, questa detrazione IRPEF non esiste più per quella fascia d’età.
  • Dimenticare la tracciabilità del pagamento per le spese detraibili al 19%: una spesa sanitaria non farmaceutica pagata in contanti, ad esempio, perde il diritto alla detrazione.
  • Non considerare il tetto per redditi oltre 75.000 €: chi supera questa soglia e non applica la riduzione rischia di sovrastimare il proprio rimborso.
  • Sommare male i dati di più CU, sommando le ritenute ma non i giorni di lavoro effettivi, con effetti distorsivi sulle detrazioni da lavoro dipendente.
  • Ignorare le addizionali regionali e comunali, che possono cambiare sensibilmente il risultato finale a seconda del Comune di residenza.
  • Confondere l’Agenzia delle Entrate con l’INPS: per chi lavora come dipendente il sostituto d’imposta è il datore di lavoro, per i pensionati è l’INPS (o altro ente previdenziale), ma il calcolo dell’IRPEF segue sempre le regole dell’Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti

La simulazione 730 online è gratuita?

Sì, un simulatore 730 online gratuito ti permette di ottenere una stima senza costi, semplicemente inserendo i dati della tua CU, dei tuoi familiari e delle spese detraibili. Il risultato è indicativo e non sostituisce la dichiarazione ufficiale.

Alcuni professionisti utilizzano fogli di calcolo personalizzati per stimare l’IRPEF, ma un foglio Excel richiede di aggiornare manualmente ogni anno scaglioni, detrazioni e tetti di spesa, con il rischio concreto di lavorare su parametri superati. Uno strumento online aggiornato alla normativa vigente riduce questo rischio ed è generalmente più semplice da usare per chi non ha competenze fiscali specifiche.

Sì. Come spiegato sopra, è sufficiente sommare correttamente i redditi, le ritenute e i giorni di lavoro relativi a ciascuna CU per ottenere una stima affidabile anche in caso di due o più rapporti di lavoro nello stesso anno.

No. Il modello 730 e il relativo calcolo dell’IRPEF sono disciplinati dall’Agenzia delle Entrate. L’INPS entra in gioco solo come sostituto d’imposta per i pensionati, applicando materialmente la trattenuta o il rimborso risultante dal conguaglio.

Se il 730 viene inviato entro i termini previsti, il rimborso viene generalmente erogato in busta paga o in pensione tra luglio e agosto, direttamente dal sostituto d’imposta.

Conclusione

Una simulazione 730 accurata non si limita a restituirti un numero: ti mostra l’intero percorso di calcolo, dal reddito complessivo fino al saldo finale, così puoi capire davvero da dove arriva quella cifra ed eventualmente correggere i dati prima di inviare la dichiarazione ufficiale. Ricorda sempre che si tratta di una stima informativa: per l’invio effettivo del 730 servono SPID, CIE o CNS sul portale dell’Agenzia delle Entrate, oppure l’assistenza di un CAF, di un sostituto d’imposta o di un professionista abilitato con visto di conformità.

Usa il nostro simulatore 730 qui sopra per calcolare la tua situazione in pochi minuti, inserendo redditi, familiari a carico e spese detraibili. Se desideri effettuare altre simulazioni, puoi utilizzare anche i nostri strumenti dedicati per il calcolo dello stipendio netto, il calcolo del TFR, il calcolo dell’IRPEF, le detrazioni fiscali e gli altri calcolatori disponibili su Nettostipendio.com, sviluppati con dati aggiornati e basati su fonti ufficiali.

Contenuto aggiornato alla normativa sui redditi 2025 (dichiarazione 730/2026). Le aliquote, le detrazioni e i tetti di spesa possono variare da un anno all’altro: verifica sempre i dati con la tua Certificazione Unica e con il modello precompilato disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce la consulenza di un CAF, di un sostituto d’imposta o di un professionista abilitato.

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